Il regno celeste di Medusa - Dittinna

Fernanda Facciolli
Linea, figura e simbolo
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Il regno celeste di Medusa

Pagine

“La gorgone Medusa e i suoi due figli, Crisaore e Pegaso (bis)”
Pastelli e mordente su carta, cm. 35x50, F. Facciolli 2017.
Questo è un omaggio della pittrice alla dea luna matriarcale detta Medusa e adorata nel tempio arcaico di Corfù, insieme alla lunare Artemide, come si vede nello splendido frontone conservato nel Nuovo Museo Archeologico di Corfù; non un mostro orrendo che pietrifica la gente, ma la Luna stessa, che corre da Oriente a Occidente e ama e protegge i suoi figli chiamati Pègaso e Crisàore, cioè le Falci di Luna, e parimenti protegge i suoi devoti.
The Gorgon Medusa and her children Pegasus and Chrysaor (bis), pastels and mordent on paper, 35x50 cm, Fernanda Facciolli 2017.This is the artist’s act of homage to the matriarchal moon deity called Medusa, who – together with lunar deity Artemis – was venerated in the Archaic temple on Corfu; evidence of such veneration can be seen in the magnificent fronton now in the collection of Corfu’s New Archaeological Museum. This was not the horrible monster that turned people to stone but rather the moon herself, which passed from East to West and extended loving protection to her two children, Pegasus and Chrysaor, the sickle crescents of the moon.
”Poseidone, Kerkira e il loro figlio Feace (bis)”
Pastelli e mordente su carta, cm. 50x35, F. Facciolli 2017.

Secondo un antico mito, la ninfa Kerkira, rapita da Posidone, si unì a lui e gli partorì Feace, il capostipite del mitico popolo dei Feaci.
Kerkira significava La Signora dal Corno, oppure La Signora dalla Coda o anche La Signora del Cerchio e quindi doveva essere una dea lunare, perché la Falce di Luna sembra un corno o una coda, mentre la luna piena ha forma di cerchio. Poseidone, prima di divenire un dio del mare, era stato un dio del cielo e il loro figlio Feace, che significa Luminoso, doveva essere la stella più brillante del firmamento.

Poseidon, Cercyra and their son Phaeax (bis), pastels and mordent on paper, 50x35 cm, F. Facciolli 2017.An ancient myth had it that the nymph Cercyra was carried off by Poseidon, who lay with her and the fruit of their union was Phaeax, from whom descended the Phaeacians. Cercyra means ‘Lady of the Horn’, ‘Lady of the Tail’ or perhaps ‘Lady of the Circle’, so this must have been a lunar deity, because the sickle of the Moon looks like a horn or a tail whilst the full moon is a circle. Before becoming god of the sea, Poseidon was a god of the heavens, and the name of their son, Phaeax, means ‘Luminous’, so he must have been the brightest star in the firmament
”Atena sveglia la principessa Nausica”
Pastelli e mordente su carta, cm. 50x35, F. Facciolli 2017.
Nell’Odissea, Omero parla di una fanciulla bellissima, la figlia di Alcìnoo, che dorme in una stanza lussuosa, e descrivendo il suo “bianco braccio”ci parla in realtà della Via Lattea, perché la fanciulla è la Signora della Notte come l’egiziana dea Nut e il suo corpo è la volta stellata; il suo “peplo bello” è ancora il cielo e i suoi “begli occhi” sono le stelle che brillano come uno sguardo di donna.
Athena wakes the Princess Nausicaa, pastels and mordent, on paper, 50 x35 cm, F. Facciolli 2017. In The Odyssey, Homer describes the beautiful daughter of Alcinous who sleeps in an opulently-appointed room; her “white arm” is really a reference to the Milky Way because the girl is Lady of the Night, like the Egyptian goddess Nut, and her body is the star-strewn vault of the heavens. Her “beautiful peplum” is again the sky, and her “fine eyes” are the stars that shine like the glance of a woman.
“Odisseo viene lavato dalle ancelle di Nausica (bis)”
Pastelli e mordente su carta, cm. 56x76, F. Facciolli 2017.
Nell’Odissea, si dice che Odisseo, naufragato sulla terra dei Feaci (= I Luminosi), fu soccorso da Nausikàa, la quale ordinò alle sue  ancelle di lavarlo, ricoprirlo di vesti splendenti e nutrirlo. Nausikàa era la signora del Cielo stellato, i Feaci le stelle, suoi sudditi, e le ancelle erano le due Falci di luna. Odisseo, il cui nome significava Colui che Soffre, era un altro aspetto della luna dalla faccia triste; la dea del cielo lo fa lavare con la  pioggia e torna a farlo splendere.
Odysseus is bathed by Nausicaa’s haidmaidens (bis). Pastels and mordent on paper, 35x50 cm , F. Facciolli 2017. In The Odyssey we are told that Odysseus is shipwrecked in the land of the Phaeacians (= the Luminous), where he is helped by Nausicaa, who orders her handmaidens to wash and feed him and clothe him in splendid robes. Nausicaa is the lady of the starred heavens, the Phaeacians are the stars, her subjects, and her handmaidens are the two sickles of the moon. Odysseus, whose name meant ‘He who suffers’, was another aspect of the sad-faced moon; the goddess of the heavens had him washed with rain and he once more shone in splendour.
“Arete e Alcinoo, regina e re dei Feaci (bis)”
Pastelli e mordente su carta, cm. 35x50, F. Facciolli 2017.
Nelle Argonautiche, Apollonio Rodio dice che Arete sedeva sul rotondo focolare, facendo girare il rotondo fuso, e Alcìnoo sedeva sul trono e beveva vino da una tonda coppa.
Arete significa Colei che sta in Alto, Alcìnoo vuol dire Saggezza Protettiva e ambedue erano aspetti della luna piena che regna sulle stelle (i Feaci, i Luminosi). In quest’opera l’aspetto maschile e quello femminile della luna sono rappresentati fusi in un unico corpo che siede sul trono.
Arete and Alcinous, queen and king of the Phaeacians (bis), pastels and mordent on paper, 35x50 cm, F. Facciolli, 2017. In the Argonautica, Apollonius Rhodius tells us that Arete sat at a rounded hearth turning the round spindle, and that Alcinous sat on the throne and drank wine from a round cup. Arete means ‘She who is on High’, Alcinous means ‘Protective Wisdom’, and both of them were aspects of the full moon that reigns over the stars (the Phaeacians - that is, ‘The Luminous’). In this work, the male and female aspects of the moon are shown fused together in a single body seated upon the throne.
“Medea con il figlio Giasone vola in cielo con i serpenti (bis)”
Pastelli e mordente su carta, cm. 50x35, F. Facciolli 2017.
Contrariamente a ciò che diventò nel V secolo a.C., in età arcaica (VIII sec. a.C.) Medea (=La Protettrice) era una benefica dea Luna. Medea abitava nei cieli e secondo l’iconografia dell’VIII sec. a.C. generava Giasone, (= Il Salutare), che rappresentava l’acqua dolce anche in forma di nuvole. I sacri serpenti erano il simbolo dei corsi d’acqua, generati dalla luna.
Medea and her son Jason are drawn into the Heavens by Serpents (bis), pastels and mordent on paper, 50x35cm, F. Facciolli 2017. Contrary to what she would become in the 5th century B.C., in the Archaic Age (8th cent. B.C.) Medea (= Protectress) was a beneficent lunar deity. Medea lived in the heavens and, according to the iconography of the 8th century B.C., gave birth to Jason (=The Healthy), who represented fresh water, perhaps in the form of clouds. Sacred serpents were the symbols of the watercourses generated by the moon.
“Giasone con testa di ariete sposa Medea dai serpenti”
Pastelli, crete e mordente su carta, cm. 50x35, F. Facciolli 2017.
Nelle Argonautiche di Apollonio Rodio, Medea (= la Protettrice) appare come una vergine  che va in sposa all’eroe Giasone (= il Salutare). Gli sposi si giacquero per la prima volta sul Vello d’Oro, nella misteriosa grotta di Macride, che era la volta celeste. Giasone era identificato con il Vello d’Oro, cioè le nubi temporalesche, e per questo l’artista lo rappresenta con una testa di montone. Medea, la luna madre dei torrenti, è qui rappresentata con serpenti sulle tempie.
The ram headed Jason marries Medea of the snakes, pastels and mordent on paper, 50x35cm, F. Facciolli 2017. In Argonautica by Apollonius Rhodius, Medea (= the Protectress) appears as a virgin who is married to the hero Jason (= the Healthy). The couple lie together for the first time on the Golden Fleece, within the mysterious grotto of Macris, which was the starry heavens. Jason was identified with the Golden Fleece – that is, storm clouds – and this is why the artist depicts him with a ram’s head. Medea, the moon mother of torrents, is here depicted with snakes on both sides of the head.
“I cinque figli di Alcìnoo”
Pastelli e mordente su carta, cm. 50x35, F. Facciolli 2017.
Nell’Odissea (libro VI, vv.62-63), Nausica dice al re Alcìnoo:” …cinque tuoi figli ci sono in palazzo, due sono sposi e tre garzoni fiorenti…”.  I cinque figli sono i pianeti visibili ad occhio nudo, di cui due (Marte e Venere), molto brillanti, sono idealizzati qui come adulti sposati, mentre altri tre (Giove, Mercurio e Saturno), molto meno brillanti, sono poeticamente visti come bimbi ancora in crescita. Nell’antichità, i cinque pianeti, più sole e luna, costituivano le sette potenze planetarie, divinità preposte ai sette giorni della sacra settimana planetaria.
The five sons of Alcinous, pastels and mordent on paper, 76x56 cm, F. Facciolli 2017.  In Odyssey (book VI, lines 62-63), Nausica tells king Alcinous: "... five your sons are in the palace, two are married and three flourishing children...". The five sons are the planets visible with the naked eye, two of them (Mars and Venus), very bright, are idealized here as married adults, while the other three (Jupiter, Mercury and Saturn), much less brilliant, are poetically seen as children still growing. In ancient times, the five planets, the sun and moon, constituted the seven planetary powers, divinities in charge of the seven days of the sacred planetary week.

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