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Fernanda Facciolli
Linea, figura e simbolo
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Burano, 2-30/10/2016. In omaggio a Paolo Rizzi, mostra di artisti contemporanei nella ex scuola Galuppi. F. Facciolli era presente con quattro opere in grafo-pittura ad olio e acrilico su tela.
F.Facciolli, "Con Pausania sulle tracce di Esiodo", Edizioni Marcianum Press, Venezia 2014, vers. italiana, inglese e greca, cm. 24x28, 151 pagine, 70 riproduzioni in b/n e 53 a colori. Uno studio etimologico ed emblematico che rivela le origini del mito greco in Tebaide, incontrandovi gli "spiriti" della Natura che hanno evocato, negli antichi popoli ellenici, il culto e il rispetto per la Madre Terra e per i suoi doni.
Nell'estate 2016 ha avuto luogo, al Dictynneion di Venezia, la personale di F.Facciolli: "Divinità della Rinascita". La pittrice vi ha presentato una recente produzione di opere grafico-pittoriche in continuità con la ricerca emblematica del mito preclassico, un mito che anticipa e prelude l'avvento del pantheon olimpico.

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Questa è la mia prima figura umana, un disegno fatto all’età di due anni, gelosamente conservato da mia madre, e dopo il quale non ho più smesso, facendo del disegno quasi l’unico mio gioco di bambina. Terminati gli studi artistici sono approdata al mondo della grafica per poi gettarmi definitivamente nella pittura fino a sviluppare in questi ultimi anni idee e contenuti legati alla dimensione preistorica della dea Madre. All’età di 25 anni ho vinto un concorso per una cattedra di pittura affiancando così all’avventura artistica, fatta di mostre collettive e personali, quella della didattica che mi ha consentito di insegnare ciò che i miei maestri mi avevano insegnato: il bello e il buono arricchiti con l’esperienza eccitante della professione artistica. Avendo cantato in gioventù come soprano nel Coro Polifonico Veneziano, ho trasferito la musica nella mia pittura maturando, fin dall’inizio, un linguaggio segnico e compositivo in cui le vibrazioni sensoriali ed emotive si scompongono e si ricompongono armonizzandosi in un movimento fluido e polifonico. Ma per me è parimenti importante restituire all’immagine il suo contenuto, un contenuto inedito e seducente come quello che ora  mi fa percorrere i miti antichi, quelli mai scritti ma intatti e perfettamente riconoscibili dentro di noi.


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