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Concorsi artistici, formazione della giuria e criteri valutativi

Metodologia
La giuria nei concorsi per le arti visuali e i criteri per la scelta delle opere
Linee guida in ambito italiano

La giuria, per definizione, è composta da un numero variabile di persone legate tra loro da un giuramento, quello di essere giudici imparziali e coerenti con le proprie convinzioni in relazione all'argomento oggetto del giudizio.
Per concorsi di non grandi dimensioni, la giuria è normalmente composta da 5-6 membri (o giudici), in questo caso provenienti per cultura dalla sfera di competenza relativa, con un presidente di giuria, meglio se esterno alla sfera di competenza. Talvolta è opportuna anche la presenza della figura del giudice delegato, ovvero del giudice che fa una sintesi insindacabile, meglio se matematica, delle singole posizioni al fine di conseguire l’obiettivo primario dell’imparzialità.
Per concorsi più importanti servirà anche l’apporto di commissioni giudicanti.
Occorre anche sottolineare come le sensibilità critiche variano tra giudice e giudice, ma sopratutto come esse risultino essere intensamente diverse tra giudice uomo e giudice donna; giusta è quindi una giuria equilibrata nella sua composizione di genere affinchè la cultura non sia solo il risultato parziale di scelte esclusivamente al maschile, con la conseguente visione dura e drammatica della realtà, ma anche tenga dei momenti ineguagliabili della vita e in questo la donna è maestra di incanto e di poesia.
La figura del giudice delegato entra in campo quando i giudici esaminatori operano e valutano separatamente, senza conoscersi tra loro, cioè quando è garantito l’anonimato della giuria, come nei concorsi delle arti visive dove risulta impossibile, per ovvi motivi, garantire l’anonimato dei correnti.
Possono procedere altrettanto bene, insieme, anonimato della giuria e anonimato dei concorrenti.
Il presidente di giuria non esprime giudizi, è persona terza, il suo compito consiste nell’organizzare e coordinare i lavori. Il presidente di giuria può anche caricarsi del compito di giudice delegato.
I componenti della giuria, scelti dal giudice delegato, rimangono sconosciuti a tutti, anche agli altri giudici, le loro identità saranno rese pubbliche al momento della proclamazione degli ammessi al concorso, tramite comunicato stampa.
Il compito dichiarato della giuria è di obiettività e imparzialità ma anche di indirizzo culturale. Della giuria è anche la responsabilità di collocare la scelta delle opere nel sentiero della nostra storia. Nessun sapere, per quanto innovativo o originale può sopravvivere fuori dalla storia.
Prima di procedere all'esame delle opere in concorso, ogni giudice dovrà presentare al giudice delegato la riproduzione di un'opera appartenente alla storia dell'arte italiana o greco-romana in sintonia con il tema in concorso; essa sarà la testimone del concetto di bello e di artistico che guiderà poi il giudice stesso nella valutazione delle opere in concorso. La sua opera-testimone verrà poi corredata dalla motivazione della sua scelta e, mentre la riproduzione dell'opera sarà stampata sulla copertina del catalogo in composizione con quelle scelte dagli altri giudici, la motivazione scritta della sua scelta entrerà nella prefazione del catalogo stesso insieme a tutte le altre.
Il “testimonial”, cioè l'opera storica scelta da ogni giudice, diventa così garante della qualità, della rappresentatività e della competenza del giudizio. E’ come dire che l’opera d’arte scelta diventa “madrina” dell’iniziativa culturale e, essendo in linea con i suoi contenuti, ne attesta e ne certifica il valore formativo.
Ciascun giudice individuerà quindi le opere che, dato il suo “testimonial”, sono meritevoli di partecipare al concorso.
Ciascun giudice formerà la propria personale classifica di merito, assegnando dei punti alle prime dieci opere per lui meritevoli secondo la sequenza 15-12-10-8-7-6-5-4-3-2 e assegnando 1 punto a tutti gli altri.
Ciascun giudice consegnerà la propria graduatoria al giudice delegato, che provvederà a redigere la classifica finale.
Il giudice delegato assegnerà di sua iniziativa dei punti compensativi di genere, qualora se ne ravvisi la necessità. Ovvero terrà conto dei componenti della giuria e compenserà con un punto le differenze di genere (es: se la giuria è composta da 4 giudici donna e 2 giudici uomo la compensazione sarà data da 4-2=2 punti di compensazione per ogni concorrente uomo. Naturalmente la stessa cosa vale in caso di scompenso sul versante delle concorrenti donna).
Trasparenza e coerenza saranno i migliori testimoni della correttezza e dell’imparzialita della giuria e la massima garanzia di successo e condivisione dei risultati a buona memoria dell’iniziativa e di tutti i suoi protagonisti, giuria in primis.

Molte altre considerazioni possono essere fatte qui, insieme, ma possiamo anche lasciare al giudice presidente il compito di dirimere questioni più particolari e, magari, di farci sapere come le ha risolte. Buon lavoro!
Emmet
 
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