Dittinna

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Collettiva a Burano
2-30 Ottobre 2016

In omaggio a Paolo Rizzi si é tenuta a Burano (Venezia), allestita nei locali della ex scuola Galuppi,  una mostra di artisti contemporanei. Vi hanno partecipato: Barbaro, Baroldi, Bluer, Bon, Carraro, Cassone, Lanzaretti, Ortolan, Molin, Potenza, Turra, Vaccari, Varese, Zannucco e Fernanda Facciolli con quattro opere in grafo-pittura ad olio e acrilico su tela:

Luna di miele 3, 2007, cm. 50x40.
Opera appartenente alla serie "Nel segno dell'amore" realizzata negli anni 2008-9. La serie era ispirata all'amore adulto.

Al seno, 2008, cm. 40x50.
Opera appartenente alla serie "Nel segno della maternità", serie realizzata tra il 2004 e il 2009 ed era ispirata all'amore materno.


Menade in blu, 2007, cm. 40x50.
Opera appartenente alla serie "Nel segno del Dictynneion". La serie era stata realizzata nel 2007 in occasione dell'apertura della galleria personale "Il Dictynneion" e proseguì negli anni successivi. La serie era ispirata alle antiche società matriarcali mediterranee e ai loro riti. Tra i molti temi allora trattati, quello delle menadi si richiama all'area dionisiaca di cui esse sono le sacerdotesse che danzano alla Luna, in suo onore e in suo ringraziamento.

Ephedrismòs, 2008, cm. 25x25.
Opera appartenente alla serie "Nel segno dell'Ephedrismòs". Serie ispirata all'antico "gioco" della Luna. E' l'allegoria danzata della Luna che corre nel cielo trasportando con sé il nostro tempo e i nostri destini.

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Il mito in Grecia
Stinfalia, in Arcadia, nasconde il segreto del mito degli Uccelli Stinfalidi che Eracle, in una delle sue celebri fatiche, sconfisse, imponendo il suo culto alle genti di Stinfalia. Eccone ora svelato il probabile significato originario.

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Il mito in Grecia
I santuari preclassici erano luoghi sacri in cui si onorava la natura, ambienti speciali come montagne, boschi, fonti e fiumi. I tre Dictynneion greci, segnalati da Pausania, non sono facilmente individuabili perchè mai monumentalizzati. Il Dictynneion sul promontorio della baia di Vathy è uno di questi, un luogo rimasto intatto e ancora impregnato di quel religioso e sconfinato silenzio per il quale i minoici lo avevano eletto a residenza di Dittinna.
Oggi al Dictynneion
F.Facciolli, Arinna, 2010, cm. 50x35,
grafo-pittura ad olio e acrilico su tela.

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Fernanda Facciolli

Con Pausania sulle tracce di Esiodo

Quando gli Eroi erano ancora fiumi, i Giganti erano ancora montagne e le Ninfe erano ancora fonti.

Alla scoperta delle origini del mito greco in Tebaide, viaggiando attraverso la Beozia e incontrando gli "spiriti" della Natura che hanno evocato negli antichi popoli ellenici il culto e il rispetto per la Madre Terra e i suoi doni.


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Il mito in Grecia

Diana, nella doppia veste di Artemide Dittinna, dea lunare della prosperità e della fertilità, viene ora nuovamente acclamata dai suoi lungimiranti devoti quale ninfa delle acque e della vita.
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Il mito in Grecia

La strepitosa statua di culto all'origine di innumerevoli e poco convincenti interpretazioni, trova ora una nuova, semplice spiegazione.

1° Concorso Nazionale di Arti Figurative
Abbazia di Follina (TV), dal 24 Settembre al 16 Ottobre 2016

Il concorso dal tema "Bevete il vino che io ho preparato", Il vino tra Sacro e Profano, ha registrato una nutrita partecipazione di artisti contemporanei e ha presentato anche una sezione dedicata alle scuole. Fernanda Facciolli era presente con un'opera fuori concorso realizzata in grafo-pittura ad olio e acrilico su tela:

Le nozze di Dioniso e Arianna", 2010, cm. 50x70.

Il rito del vino è passato, nei secoli, irresistibilmente da una religione all'altra. Qui l'artista risale ancora più indietro nel tempo quando Dioniso non era ancora diventato il dio del vino ma era la divinità della pioggia e Arianna, Altissima Signora del cielo, certamente la Luna, era la sua sposa. Dalla loro fertile unione nasce e si moltiplica la vita per tutte le creature viventi della Terra.

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RIALTO NOVA: CUORE E GENESI DI UNA CITTA’
Una ipotesi  ricostruttiva di Fernanda Facciolli.
In occasione della mostra di Emmet “Accenti Veneziani”,
Il Dictynneion Studio d’Arte, Venezia, 21 Giugno 2016 alle ore 18.

Le origini di Venezia si perdono nelle nebbie del tempo, ma ormai sappiamo per certo che il nucleo più antico della futura Venezia si trovava a cavallo dell’ansa più interna del Canal Grande, a Est e ad Ovest del futuro Ponte di Rialto.


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Emmet
Accenti veneziani
nella serie "Rialto Nova e dintorni"

Dell'attuale centro di Rialto a Venezia sappiamo forse l'origine del nome: Rialto Novo dal latino rivus praealtus poi rivus altus, con il significato di canale profondo. Ma a noi questa ricostruzione non convince più di tanto, poco significativa e significante: infatti, perchè mai dare un nome a un luogo riferendosi alla profondità delle acque circostanti? Non è nella logica della toponomastica veneziana, tanto concreta quanto ben attribuita ai caratteri funzionali dei luoghi.
A seguito dell'ipotesi ricostruttiva di F. Facciolli abbiamo pensato a una Rialto Nova, in luogo di una Rialto, città dell'entroterra, da individuare sulle sponde del fiume Brenta, il fiume che anticamente sfociava in laguna e che vedeva nel Canal Grande il suo ramo principale. La correlazione con Padova e le sue antichissime origini viene immediata. Padova, l'antica città di Antenore, Anteno-re da ànthos o antheoon (fiore) e reoo (scorrere) con il significato esplicito di acqua (o rio o fiume) dei fiori. Forse Padova era, in tempi antichissimi, Anton (o giù di lì), la città sul fiume dei fiori, Antenore appunto, il suo fondatore e protettore. Rialto Nova potrebbe essere la fondazione di una Anton Nova, avvenuta quando le genti della Patavium romana cercarono rifugio in laguna, presso oracolo di Ja-Cometo (ora San Giacometto di Rialto), santuario e approdo fluviale, per fuggire dalle invasioni barbariche; la stessa cosa era avvenuta per gli abitanti di Altino che, per sottrarsi agli Unni, trovarono rifugio nelle isole della laguna nord presso il loro santuario di S.Fosca, "nascosto" tra le nebbie lagunari, come una Avalon dei veneti, ma questo è un'altro discorso.
E da dove se non dalla Patavium romana possono essere giunti i marmi e le colonne antichi che innumerevoli si ritrovano ovunque a Rialto?

...E infiniti angoli di Rialto rivelano ancor oggi le loro arcaiche e seducenti origini.
Emmet, Ponte di Rialto, in Rialto Nova n. 016, anno 2016. Mordente su carta, cm 24,5x16,25.
Già parte della serie "Accenti Veneziani" n.048,


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La polifonia del segno
Fernanda Facciolli, Talamos in blu, 2009, olio e acrilico su tela, cm.100x70
Fernanda Facciolli, Talamos in blu, 2009, olio e acrilico su tela, cm.100x70
Viaggio alla scoperta dei culti legati
alla Dea Madre mediterranea
con Fernanda Facciolli

di Francesca Bianchi
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