Metamorfosi 2 (La donna pera) - Arte e mitologia

Fernanda Facciolli
Segno, colore e mito
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Metamorfosi 2 (La donna pera)
Trittico.
Tre quadri a inchiostro di china su carta.
Fernanda Facciolli, 1971.
Esposto a Venezia, nelle sale della galleria comunale Bevilacqua La Masa nell'anno 1971.



Le Metamorfosi della Facciolli si ispiravano alla fotografia ritoccata "Le violon d'Ingres" di Man Ray. L'artista provava così a giocare con le forme sulla base della reciproca somiglianza, senza voler attribuire a quest'ultime un significato simbolico. Ella entrava questa volta nella forma giocosa dell'arte, così come intendono l'arte i contemporanei, cioé privata di messaggi e di significati. Ma fermarsi al "divertimento" compositivo, assemblando, mescolando, scomponendo, resta comunque un gioco. Quindi, quando la ricreazione finisce, l'artista cercherà di più: vorrà rappresentarsi, raccontare e svelare. Così il tema della trasfigurazione verrà ripreso più avanti quando, maturo e compiuto, la Facciolli lo interpreterà nel risalire dalle forme umanizzate delle divinità greche classiche alle loro origini di forze naturali. Per esempio, è evidente che la forma curva della falce di luna crescente, per analogia di forma, è stata interpretata dagli antichi greci come l'arco di Artemide cacciatrice.
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